contratto colletivo nazionale commercio
Il solare collettivo è un nuovo metodo di sviluppo delle fonti rinnovabili. Consiste nella creazione di piccoli impianti solari (da 20 Kwp) che non abbiano un unico proprietario, ma resi possibili grazie all'unione di piccole quote di ogni cittadino, che riceverà annualmente un interesse, che corrisponde al guadagno dovuto dal conto energia e dallo scambio sul posto.
Generalmente il luogo dove sorgeranno questi impianti sono cooperative o aziende con sensibilità ai problemi energetici che cedono gratuitamente lo spazio necessario per gli impianti.
Questo progetto nasce dalla consapevolezza che non tutti dispongono di un capitale iniziale per installare un impianto nella propria abitazione, mentre con il solare collettivo si parte da quote minime, generalmente 500 euro. In più si diminuisce progressivamente il monopolio dell'energia, creando tante piccole centrali diffuse sul territorio, avvicinandosi quindi allo scenario di sviluppo delle fonti rinnovabili, vere protagoniste energetiche dei prossimi anni.
LA NOSTRA STORIA E LA STORIA DEL PROGETTO "ADOTTA UN KW"
La nascita dell’idea: un impianto fotovoltaico a partecipazione popolare.
Tutto è nato dal post sul blog http://40anniappenafatti.blogspot.com di Marco Mariano, un contadino che pratica agricoltura biologica di Villafalletto (provincia di Cuneo). Il post è datato 15 gennaio 2007; l’annuncio è poi rimbalzato via via sulle mailing list ambientali e solidarmente più impegnate. Marco cercava ”un gruppo di persone che abbia intenzione di concentrare le proprie forze” per costituire una centrale fotovoltaica collettivamente su un terreno messo a disposizione da lui stesso. Il progetto è ambizioso, 50 KWh per 300.000 euro. Lo scopo, nobilissimmo: “partecipare ad un progetto che aiuti noi e questo nostro bistrattato pianeta ad avere un futuro migliore” “Chi è interessato (possibilmente dal Piemonte perché è li che abito ) mi contatti.” Da allora, i passi sono stati tanti: ecco qui la nostra esperienza.
Il primo incontro: 10 marzo 2007.
La prima riunione è il 10 marzo a casa di Marco. Nella prima riunione sono presenti circa 10 persone. La prima problematica riguarda come fare per dare forma giuridica alla proposta: una società, una cooperativa oppure ci agganciamo a una realtà già in essere? Si formulano solo ipotesi al momento; le 2 alternative per l’impianto sono o su un pezzo di terreno (o fisso oppure con gli inseguitori) o sul tetto. Visioniamo alcuni preventivi chiesti da Marco ad aziende locali; Marco ha inoltre scaricato un programma che permette di simulare la resa dell’impianto nel tempo e i guadagni derivanti, ed in media siamo sui 24000 kwh annui prodotti, un incasso dal Conto Energia di 11000€ ed un periodo di ritorno dell’investimento di circa 10 anni.
Ci incontriamo la seconda volta a Torino il 14 aprile per ragionare su un impianto con inseguitori a terra o uno fisso su tetto, e si ridimensiona la portata della potenza da 50 a 20 kwh. All’incontro erano presenti 17 persone, alcune anche da Racconigi (CN).
Ma i conti non tornano.
La fattibilità della società o cooperativa, fatti i calcoli entra in crisi perché il ritorno dall’”investimento” nonostante il conto energia si scontra con i costi troppo elevati per il mantenimento di una forma societaria del tipo Srl, quali ad esempio le necessarie scritture contabili e i costi di un commercialista. Inoltre da un'analisi dei costi dei vari tipi di impianto è emerso che l'opzione della vendita totale all'ENEL di energia elettrica dà un ritorno economico troppo limitato. Si sono discusse delle alternative, e guidati dall’idea di istituire una raccolta di "prestiti" da parte dei cittadini finalizzati alla realizzazione di impianti fotovoltaici, ci siamo proposti di cercare una realtà già esistente che abbia un consumo di energia elettrica alla quale associarci per poter fare un impianto che usufruisca della formula dello "scambio sul posto". In questo modo infatti il ritorno economico è più consistente in quanto il valore dell'energia ceduta all'ENEL è sui 0,14 euro contro i 0,09 euro ricavati nella formula della "vendita totale". Inoltre i costi della formazione di un eventuale soggetto giuridico sarebbero azzerati. Il prossimo passo è valutare la fattibilità di questa ipotesi cercando delle realtà possibilmente di tipo cooperativistico per ragioni di democraticità della forma societaria, alle quali offrire la possibilità di fare l'impianto. Una di queste è la Cooperativa CORIM di Fossano che si occupa di riciclaggio di materie plastiche e che ha un forte consumo di energia elettrica. Abbiamo poi valutato un preventivo per la fornitura di pannelli molto economico, in seguito al quale c'è stata la proposta di prendere in considerazione la possibilità di acquistare separatamente i singoli componenti dell'impianto fotovoltaico e cercare successivamente un installatore che li metta assieme, in modo da abbassare i costi. Infine alcuni dei partecipanti si sono dati disponibili per occuparsi di ambiti specifici del nostro progetto in modo da alleggerirmi del carico di lavoro. Un dato è importante: il numero di persone che ha confermato il proprio impegno economico rispetto a quanti si erano detti disponibili all'inizio è molto diminuito (siamo passati da quasi 70.000 euro a circa 40.000).
Decidiamo di fare un passo alla volta.
Iniziamo a pensare di formalizzare il gruppo “Solare Collettivo”, ma il tempo e le risorse sono ancora molto limitati. Decidiamo di concentrarci sulla realizzazione della nostra idea.
L’ipotesi della cooperativa: la Cooperativa CORIM.
La cooperativa CORIM ha 5 soci, la sua attività è acquistare materiale plastico derivante da raccolta differenziata, triturarlo e fonderlo producendo diversi tipi di imballaggi sempre in plastica, principalmente cassette per orticoltura. Il fatturato anno del 2007 è di 600.000€ e la principale voce di spesa è la fornitura di corrente elettrica in quanto tutte le attrezzature vengono azionate da motori trifase elettrici. Per avere un'idea del loro consumo, la bolletta scorsa segnava un consumo di 36700 kw che moltiplicato per il costo dell'energia di circa 0,136 euro/kw dava un totale di oltre 5000 euro/mese. A fronte di questi numeri la nostra proposta di installare dei pannelli fotovoltaici è stata ritenuta molto interessante. In pratica la cosa si strutturerebbe in questo modo: noi entreremmo singolarmente nella cooperativa come SOCI SOVVENTORI con una partecipazione minima di 500 euro (costo di una singola quota stabilita nel loro statuto – max 100 quote a persona), chi vuole può aderire con cifre maggiori purché multipli di 500. A livello contabile verrà fatta una ripartizione delle attività della cooperativa in modo da rendere il settore fotovoltaico chiaramente identificabile (un settore produttivo con il suo specifico centro di costo), dando così la possibilità a chiunque di verificare i costi e i benefici dell'impianto. Ci viene offerto comunque di incrementare il Consiglio di Amministrazione (oggi formato da 3 soci) ed inserire al suo interno un posto per noi, in modo da essere sempre aggiornati sugli sviluppi.
Annualmente a seguito della chiusura del Bilancio attingendo dal “settore fotovoltaico” verranno distribuite ai soci sovventori le rivalutazione delle quote sociali. Il tasso medio di interesse deve essere ancora calcolato in base al tipo di investimento però è senz'altro maggiore di quello calcolato con il progetto precedente che prevedeva la "vendita totale di energia". Questi utili possono venire ritirati dai soci sovventori o possono restare nella cooperativa in modo da poter essere reinvestiti (ipotesi di ampliamento dell'impianto dopo il secondo anno).
Nel frattempo sono 5 le ditte che sono venute a vedere il sito e stanno preparando proposte di preventivo.
CORIM è disponibile; l’incontro del 14 luglio nel suo capannone a Pocapaglia (Bra). Nasce il progetto “Adotta un kW”.
Ci troviamo in una quindicina, e sono presenti alcuni rappresentanti della cooperativa, tra i quali Davide Burdisso. Le caratteristiche dell’investimento sono le seguenti: chi vuole aderire alla costruzione dell'impianto da 20 kw deve diventare Socio Sovventore della CORIM versando una quota di 500 euro come minimo. In questo modo parteciperà alla divisione degli utili - proporzionalmente al proprio investimento - derivati dalla gestione dell'impianto stesso distribuiti annualmente a chiusura del Bilancio della cooperativa che sarà la proprietaria dell'impianto. Sono stati richiesti 10 preventivi e indicativamente quelli più interessanti raggiungono la cifra di euro 105.000 per un impianto da 20 kw. Dunque questa è l’entità dell’investimento che ci proponiamo. Sono tutti preventivi con pannelli appoggiati su un tetto preesistente e chiavi in mano. Il giudizio sulla CORIM è buono: l’attività produttiva è in espansione e l’utile rappresenta quasi il 10% del fatturato. A fronte di questi dati, peraltro verificabili, abbiamo ritenuto la Corim una realtà solida.
Il ritorno economico e la modalità di partecipazione è la seguente: bisogna diventare soci sovventori della cooperativa, versare la quota che si intende impegnare nel progetto, e da lì in avanti questa viene rivalutata annualmente. Nel caso dell’impianto fotovoltaico l’ammortamento si spalma su 20 anni e annualmente gli introiti del conto energia saranno utilizzati a rivalutare il capitale degli investitori, detratti gli ammortamenti. Abbiamo stimato, attraverso le tavole finanziarie, che per questo specifico investimento il capitale in
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